Riscaldare una piscina non significa semplicemente scegliere un apparecchio abbastanza potente e accenderlo. L’acqua contiene molta energia termica e, soprattutto nelle piscine esterne, continua a disperdere calore attraverso evaporazione, vento, irraggiamento verso il cielo e contatto con strutture e terreno. Per questo una piscina può scaldarsi durante il giorno e perdere durante la notte buona parte dei gradi guadagnati.
La soluzione più conveniente dipende dal volume d’acqua, dalla temperatura desiderata, dalla stagione nella quale si vuole utilizzare la piscina e dalla rapidità con cui deve essere riscaldata. Una piccola piscina fuori terra utilizzata soltanto nei fine settimana ha esigenze diverse rispetto a una piscina interrata mantenuta calda per tutta la stagione. Pompa di calore, riscaldatore elettrico, collettori solari e scambiatore collegato all’impianto termico possono tutti funzionare, ma con costi e prestazioni molto differenti. Prima di scegliere il generatore di calore conviene inoltre limitare le dispersioni. Una copertura utilizzata quando nessuno fa il bagno può ridurre in modo molto importante l’evaporazione, che rappresenta una delle principali cause di perdita termica. In molti casi investire contemporaneamente nel sistema di riscaldamento e in una buona copertura produce risultati migliori rispetto all’acquisto di un apparecchio più potente lasciando sempre la piscina scoperta.
Capire quanta acqua bisogna riscaldare
Il primo dato necessario è il volume della piscina, normalmente espresso in metri cubi. Se non è già indicato nella documentazione, può essere stimato partendo da lunghezza, larghezza e profondità media.
Per una piscina rettangolare il calcolo approssimativo consiste nel moltiplicare lunghezza per larghezza per profondità media. Una vasca di 8 metri per 4 metri con profondità media di 1,4 metri contiene quindi circa 44,8 metri cubi d’acqua.
Con forme ovali, circolari o irregolari bisogna utilizzare formule appropriate o i dati del costruttore.
Questo valore è fondamentale perché la quantità di energia necessaria aumenta direttamente con il volume. Riscaldare di alcuni gradi una vasca da 10 metri cubi è un lavoro completamente diverso rispetto a farlo con 50 o 80 metri cubi.
Quanta energia serve per aumentare la temperatura
Come riferimento fisico, per aumentare di 1 °C la temperatura di un metro cubo d’acqua servono circa 1,16 kWh di energia termica.
Una piscina da 30 metri cubi richiede quindi, in condizioni teoriche senza dispersioni, circa 34,8 kWh termici per guadagnare un solo grado. Per passare da 22 a 27 °C, cioè aumentare di cinque gradi, il fabbisogno teorico supera 170 kWh termici.
Nella realtà serve più energia perché nel frattempo la piscina disperde continuamente calore. Vento, temperatura dell’aria, umidità, esposizione, copertura e temperatura del terreno modificano molto il risultato.
Questo semplice calcolo aiuta però a capire perché un piccolo riscaldatore da pochi kilowatt non possa portare rapidamente una grande piscina da fredda a calda.
Prima di riscaldare bisogna ridurre le dispersioni
Una piscina all’aperto perde una grande quantità di calore attraverso l’evaporazione. L’acqua che evapora porta con sé energia e raffredda la massa rimasta nella vasca.
Una copertura crea una barriera tra acqua e ambiente e riduce fortemente questo fenomeno. Fonti tecniche sull’efficienza energetica delle piscine considerano infatti la copertura una delle misure più importanti per limitare il fabbisogno di riscaldamento.
Se installi una pompa di calore molto efficiente ma lasci la piscina scoperta per tutta la notte, una parte dell’energia pagata viene continuamente persa nell’ambiente.
La copertura va quindi considerata parte del sistema di riscaldamento, non un semplice accessorio per tenere fuori le foglie.
Copertura isotermica o a bolle
La classica copertura galleggiante a bolle rappresenta una soluzione relativamente semplice per piscine domestiche.
Riduce l’evaporazione e limita il raffreddamento, soprattutto durante la notte. Le versioni traslucide possono permettere anche il passaggio di parte della radiazione solare.
Per piscine grandi, però, rimuovere e riposizionare manualmente una copertura può diventare scomodo. Un rullo avvolgitore facilita molto l’utilizzo e aumenta la probabilità che venga effettivamente impiegata ogni giorno.
Una copertura molto performante ma lasciata quasi sempre arrotolata non offre alcun vantaggio.
Proteggere la piscina dal vento
Il vento accelera l’evaporazione e aumenta lo scambio termico tra acqua e aria.
Siepi, recinzioni o altre barriere possono quindi contribuire a limitare le perdite, purché vengano progettate senza compromettere ventilazione, sicurezza e accessibilità della piscina.
La protezione dal vento non sostituisce la copertura, ma può aiutare soprattutto nelle piscine installate in zone molto esposte.
Riscaldare la piscina con una pompa di calore
La pompa di calore è oggi una delle soluzioni più diffuse per piscine residenziali. Non genera tutto il calore direttamente attraverso una resistenza elettrica: utilizza un circuito frigorifero per prelevare energia dall’aria esterna e trasferirla all’acqua della piscina.
Il funzionamento comprende evaporatore, compressore, condensatore e valvola di espansione. Il fluido refrigerante assorbe calore dall’aria, viene compresso e trasferisce successivamente l’energia all’acqua attraverso uno scambiatore.
Questo permette di fornire più energia termica all’acqua rispetto all’energia elettrica utilizzata dal compressore nelle condizioni adatte. L’efficienza effettiva varia però con temperatura e umidità dell’aria, temperatura dell’acqua e modello della macchina.
Quando conviene la pompa di calore
È particolarmente adatta a chi vuole mantenere la piscina a una temperatura relativamente stabile per periodi lunghi.
Non è necessariamente il sistema più rapido per una piscina lasciata fredda tutta la settimana e riscaldata soltanto qualche ora prima del bagno. Le pompe di calore danno normalmente il meglio quando lavorano in modo programmato mantenendo la temperatura, soprattutto in condizioni climatiche favorevoli.
Le versioni moderne inverter possono modulare compressore e ventilatore in base alla richiesta termica, riducendo potenza e rumore quando la piscina è vicina alla temperatura impostata.
Dimensionare correttamente la pompa di calore
Non bisogna scegliere la macchina basandosi soltanto sui metri cubi riportati in grande nella pubblicità.
La potenza richiesta dipende anche dalla zona climatica, dal periodo dell’anno, dalla temperatura desiderata, dall’esposizione al vento e dall’uso o meno della copertura.
I dati di potenza delle pompe di calore vengono inoltre dichiarati a specifiche condizioni di temperatura e umidità. Una macchina che fornisce una determinata potenza con aria mite può erogarne una diversa durante una giornata molto fredda.
Per questo i produttori stessi raccomandano di dimensionare la pompa considerando condizioni ambientali e caratteristiche specifiche della vasca.
Dove installare una pompa di calore
La macchina deve poter aspirare ed espellere grandi quantità d’aria. Non va quindi chiusa in un piccolo locale non ventilato soltanto per nasconderla.
Bisogna rispettare le distanze indicate dal produttore da pareti e ostacoli e assicurarsi che l’aria espulsa non venga immediatamente aspirata nuovamente.
L’installazione richiede anche un collegamento idraulico al circuito di filtrazione e un’alimentazione elettrica adeguata, con le protezioni previste dal costruttore e dalle regole applicabili.
Per il collegamento elettrico è opportuno rivolgersi a un professionista qualificato, soprattutto considerando la presenza contemporanea di acqua e apparecchiature elettriche.
Il riscaldatore elettrico per piscina
Il riscaldatore elettrico a resistenza rappresenta una soluzione molto diversa dalla pompa di calore. L’acqua attraversa un corpo riscaldante nel quale una resistenza trasforma direttamente l’energia elettrica in calore.
Il principio è semplice, l’apparecchio può essere compatto e l’investimento iniziale è spesso inferiore rispetto a una pompa di calore. Produttori specializzati lo propongono soprattutto quando servono semplicità di installazione e ingombri ridotti.
Il limite principale è il consumo. Una resistenza elettrica da 6 kW assorbe indicativamente circa 6 kW quando lavora alla piena potenza e fornisce una quantità termica simile, al netto delle normali perdite. Una pompa di calore può invece trasferire più calore di quello corrispondente al proprio assorbimento elettrico grazie all’energia prelevata dall’aria.
Per questo il riscaldatore elettrico può essere interessante per piccole piscine, minipiscine e utilizzi occasionali, mentre sulle grandi vasche può comportare consumi importanti.
Quanto tempo impiega un riscaldatore elettrico
Il tempo può essere stimato confrontando l’energia necessaria con la potenza dell’apparecchio.
Immaginiamo una piccola piscina da 10 metri cubi. Per aumentarla teoricamente di 1 °C servono circa 11,6 kWh termici. Con un riscaldatore da 3 kW servirebbero quasi quattro ore anche nell’ipotesi ideale senza alcuna dispersione.
Per aumentare di 5 °C la stessa piscina servirebbero teoricamente quasi venti ore di funzionamento a piena potenza.
Nella realtà il tempo può essere maggiore a causa delle perdite. Questo esempio dimostra perché un riscaldatore elettrico piccolo vada scelto con aspettative realistiche.
Il riscaldatore elettrico può essere utile nelle piscine fuori terra
Sulle piscine fuori terra di piccolo volume il riscaldatore elettrico può rappresentare una soluzione semplice, soprattutto quando il costruttore della piscina propone un apparecchio compatibile con la propria pompa di filtrazione.
Bisogna rispettare i limiti di portata e i collegamenti previsti. L’acqua deve attraversare il riscaldatore nel modo richiesto dal produttore affinché la resistenza lavori correttamente.
Un flusso insufficiente può provocare surriscaldamento e intervento delle protezioni.
Non utilizzare riscaldatori elettrici improvvisati, resistenze domestiche o apparecchi non progettati espressamente per piscine.
Attenzione alla potenza elettrica disponibile
Un riscaldatore da diversi kilowatt può richiedere una potenza elettrica significativa rispetto a quella disponibile in una normale abitazione.
Se contemporaneamente funzionano forno, climatizzatore, piano a induzione e riscaldatore della piscina, la richiesta complessiva può superare il limite dell’impianto o del contratto di fornitura.
Per apparecchi potenti possono inoltre essere necessari linea dedicata, protezioni appropriate e sezioni di cavo adeguate.
La compatibilità elettrica deve essere verificata prima dell’acquisto, non quando il riscaldatore è già installato.
Riscaldare la piscina con collettori solari
Il riscaldamento solare utilizza collettori nei quali viene fatta circolare l’acqua della piscina. La radiazione solare riscalda il collettore e l’acqua ritorna successivamente in vasca a temperatura maggiore.
Per una piscina utilizzata principalmente nella stagione calda possono essere impiegati collettori non vetrati relativamente semplici.
Il vantaggio principale è il basso costo energetico di esercizio una volta realizzato l’impianto. La pompa di circolazione continua naturalmente a consumare energia, ma il calore deriva principalmente dal sole.
Lo svantaggio è altrettanto evidente: la disponibilità di calore dipende dalle condizioni meteorologiche.
Quanto spazio richiedono i collettori solari
Per essere efficaci devono avere una superficie importante rispetto alla piscina. Non basta normalmente un piccolo pannello da un metro quadrato per riscaldare una grande vasca.
La superficie necessaria dipende da clima, orientamento, esposizione e temperatura desiderata. Nei sistemi solari per piscina la dimensione dei collettori può essere confrontabile con una frazione significativa della superficie della vasca.
Un tetto ben esposto oppure una zona libera vicino alla piscina possono essere adatti, ma bisogna considerare anche la lunghezza dei tubi e le perdite di carico.
I tappetini solari per piccole piscine
Per le piccole piscine fuori terra esistono tappetini e pannelli solari collegati direttamente al circuito di filtrazione.
Possono fornire un contributo apprezzabile durante giornate soleggiate, soprattutto se il volume d’acqua non è elevato.
Non devono però essere presentati come equivalenti a una pompa di calore dimensionata per funzionare anche con cielo coperto. La loro prestazione cambia continuamente con insolazione, temperatura dell’aria e portata dell’acqua.
Utilizzarli insieme a una copertura permette di conservare meglio il calore accumulato durante il giorno.
Scambiatore collegato alla caldaia o alla pompa di calore di casa
Un’altra possibilità consiste nell’utilizzare uno scambiatore di calore tra il circuito della piscina e quello dell’impianto termico dell’edificio.
I due fluidi rimangono separati. L’acqua tecnica calda proveniente dal generatore cede energia all’acqua della piscina attraverso lo scambiatore.
Questo sistema può riscaldare la vasca rapidamente quando il generatore domestico dispone di potenza sufficiente. Produttori di apparecchiature per piscine indicano proprio la rapidità di riscaldamento come uno dei vantaggi dello scambiatore.
Bisogna però valutare capacità del generatore, distanza tra locale tecnico e piscina, regolazione e costo dell’energia utilizzata.
Utilizzare una caldaia esistente
Se l’abitazione dispone di una caldaia sufficientemente potente, uno scambiatore può sfruttarla anche per la piscina.
Non bisogna collegare direttamente l’acqua clorata della piscina alla caldaia domestica. Serve uno scambiatore compatibile che mantenga separati i due circuiti.
Bisogna inoltre considerare la compatibilità dei materiali con il trattamento dell’acqua della piscina, soprattutto quando si utilizzano elettrolisi del sale o altri sistemi particolari.
Riscaldatore a gas dedicato
Esistono anche riscaldatori dedicati alimentati a gas. Il loro punto di forza è normalmente la capacità di fornire molta potenza e aumentare rapidamente la temperatura.
Possono essere interessanti quando la piscina viene utilizzata soltanto occasionalmente e si vuole portarla alla temperatura desiderata in tempi relativamente brevi.
Il costo di esercizio dipende dal prezzo del combustibile e dall’efficienza del generatore. L’installazione richiede inoltre scarico dei prodotti della combustione, alimentazione del gas e rispetto delle relative prescrizioni tecniche.
È quindi una soluzione da progettare e installare professionalmente.
Qual è il sistema più economico
Non esiste una risposta valida in ogni situazione.
Il solare può avere costi di esercizio molto bassi ma dipende dal sole e richiede spazio. Una pompa di calore può offrire un’ottima efficienza stagionale ma necessita di un investimento iniziale e lavora meglio in determinate condizioni dell’aria.
Un riscaldatore elettrico costa normalmente meno da acquistare ma può essere costoso da utilizzare su grandi volumi. Un generatore a gas può riscaldare rapidamente, ma il costo dipende fortemente dal combustibile.
La scelta corretta va quindi fatta confrontando costo iniziale, costo dell’energia, volume della piscina e numero di giorni nei quali si vuole mantenerla calda.
Riscaldare soltanto quando serve o mantenere la temperatura?
La risposta cambia con la tecnologia.
Una pompa di calore viene spesso utilizzata mantenendo una temperatura relativamente stabile, perché è progettata per lavorare in maniera efficiente per periodi prolungati.
Un sistema molto potente e rapido può invece avere senso per utilizzi più occasionali.
Se la piscina viene utilizzata quasi ogni giorno, lasciarla raffreddare completamente e riportarla continuamente alla temperatura desiderata può non essere la strategia migliore.
La programmazione deve comunque considerare le dispersioni e la presenza della copertura.
Quale temperatura scegliere
La temperatura ideale dipende dall’attività, dalle preferenze personali e dal tipo di piscina. Aumentare il setpoint anche di pochi gradi può incrementare sensibilmente le dispersioni perché cresce la differenza di temperatura rispetto all’ambiente.
Non serve quindi impostare automaticamente il valore massimo offerto dal sistema.
Una temperatura confortevole ma non eccessiva riduce il lavoro del generatore e limita evaporazione e consumo energetico.
Quanto incide la temperatura notturna
Una giornata calda non garantisce che la piscina mantenga la propria temperatura durante la notte.
Con aria fresca, vento e cielo sereno, una vasca scoperta può disperdere una quantità importante di energia proprio quando il sistema di riscaldamento è spento.
Coprire la superficie non appena termina l’utilizzo è quindi particolarmente importante nelle mezze stagioni.
Riscaldare una piscina fuori terra
Le piscine fuori terra presentano pareti maggiormente esposte all’aria rispetto alle vasche interrate e possono quindi raffreddarsi rapidamente.
Per modelli piccoli possono essere sufficienti copertura e collettori solari oppure un piccolo riscaldatore elettrico compatibile.
Quando il volume aumenta e si desidera estendere sensibilmente la stagione, una pompa di calore progettata per piscine fuori terra può essere più efficace.
Prima dell’acquisto verifica portata minima e massima richiesta dall’apparecchio e compatibilità con la pompa di filtrazione già presente.
Riscaldare una piscina interrata
Nelle piscine interrate permanenti conviene progettare il sistema come parte dell’impianto tecnico.
Pompa di calore, scambiatore e riscaldatore vengono generalmente installati nel circuito di ritorno dell’acqua dopo la filtrazione, seguendo lo schema del costruttore e tenendo conto anche degli apparecchi per il trattamento chimico.
La posizione degli elementi può essere importante per evitare che acqua con una concentrazione elevata di prodotto chimico raggiunga direttamente lo scambiatore in condizioni non previste.
Il progetto idraulico dovrebbe quindi seguire lo schema specifico delle apparecchiature utilizzate.
Riscaldamento e filtrazione devono lavorare insieme
La maggior parte dei sistemi trasferisce calore soltanto quando l’acqua circola.
Un riscaldatore elettrico inserito sulla tubazione, per esempio, necessita del flusso prodotto dalla pompa. Le pompe di calore dispongono normalmente di sensori di portata o pressione che impediscono il funzionamento in assenza di circolazione sufficiente.
La programmazione del riscaldamento deve quindi essere coordinata con quella della filtrazione.
Un filtro sporco può ridurre il riscaldamento
Se la portata dell’acqua diminuisce per un filtro intasato, anche il sistema di riscaldamento può lavorare male o entrare in protezione.
Controlla quindi pressione del filtro, cestelli della pompa e normale manutenzione del circuito idraulico.
Un impianto sporco aumenta inoltre il consumo della pompa di circolazione.
Tenere pulito lo scambiatore
Acqua non correttamente bilanciata può favorire incrostazioni o corrosione degli scambiatori. Il problema dipende dal materiale, dalla chimica dell’acqua e dal sistema di trattamento utilizzato.
Mantieni quindi pH e altri parametri nell’intervallo previsto per piscina e apparecchiature.
Se utilizzi un generatore dotato di scambiatore in titanio o altro materiale resistente, questo migliora la compatibilità ma non elimina la necessità di una corretta gestione dell’acqua.
Quanto tempo prima accendere il riscaldamento
Non esiste un numero di ore universale. Dipende dall’energia richiesta e dalla potenza realmente fornita dal sistema nelle condizioni ambientali del momento.
Un metodo pratico consiste nel registrare la temperatura iniziale, avviare il sistema con la piscina coperta quando possibile e controllare l’aumento dopo alcune ore.
Dopo alcune prove saprai quanto rapidamente il tuo impianto riesce a guadagnare un grado in condizioni climatiche simili.
Le stime dei produttori sono utili, ma gli stessi costruttori avvertono che vento, umidità, esposizione, volume, configurazione idraulica e clima possono modificare significativamente i tempi reali.
Riscaldare la piscina con il solo sole
Anche senza collettori, una piscina esposta al sole assorbe naturalmente energia.
Una superficie o un rivestimento scuro tende ad assorbire più radiazione rispetto a uno molto chiaro, ma la scelta del rivestimento riguarda anche estetica, manutenzione e comfort.
Durante giornate favorevoli puoi lasciare la piscina scoperta nelle ore nelle quali l’irraggiamento produce un guadagno utile e coprirla successivamente per conservare il calore. La strategia esatta dipende dal tipo di copertura.
Piscina interna e riscaldamento
Una piscina interna non è esposta direttamente al vento e alle temperature esterne, ma l’evaporazione rimane un fattore importante.
L’acqua evaporata aumenta inoltre l’umidità dell’edificio e deve essere gestita attraverso ventilazione e deumidificazione.
Una copertura può quindi ridurre sia le perdite termiche sia il carico del sistema di trattamento dell’aria quando la piscina non viene utilizzata.
In impianti importanti è possibile anche recuperare calore dal sistema di deumidificazione per contribuire al riscaldamento dell’acqua.
Non utilizzare sistemi improvvisati
Acqua ed elettricità richiedono particolare prudenza. Non immergere normali resistenze elettriche domestiche nella piscina e non utilizzare stufe, bollitori o altri apparecchi non progettati per questo impiego.
Non costruire nemmeno sistemi di combustione artigianali collegando tubi improvvisati a stufe o fuochi liberi. Surriscaldamento dei materiali, monossido di carbonio, incendio e contaminazione dell’acqua sono rischi reali.
Utilizza apparecchiature progettate espressamente per piscine e installate secondo le istruzioni.
Sicurezza elettrica intorno alla piscina
L’installazione elettrica in prossimità dell’acqua è soggetta a requisiti particolari. Pompe di calore e riscaldatori elettrici devono avere alimentazione e protezioni adatte al modello e all’impianto.
Non utilizzare normali prolunghe domestiche per alimentare apparecchi potenti accanto alla piscina.
Quando serve realizzare una linea dedicata o modificare il quadro elettrico, affidati a un’impresa abilitata.
Come confrontare i sistemi prima dell’acquisto
Parti dal volume reale della piscina e dalla differenza tra temperatura iniziale e quella desiderata.
Decidi poi come utilizzerai la vasca. Se vuoi mantenerla calda quotidianamente durante diversi mesi, la pompa di calore merita generalmente una valutazione approfondita. Se hai una vasca molto piccola e cerchi un apparecchio semplice, il riscaldatore elettrico può essere più pratico. Se disponi di molto spazio soleggiato e utilizzi la piscina soprattutto in estate, il solare può ridurre significativamente l’energia acquistata.
Se hai già un impianto termico potente vicino alla piscina, valuta anche uno scambiatore.
In tutti i casi inserisci nel progetto una copertura, perché ridurre il calore perso è spesso il modo più semplice per ridurre quello che dovrai produrre.
Errori comuni quando si riscalda una piscina
Il primo errore consiste nel dimensionare l’apparecchio soltanto in base al volume massimo pubblicizzato senza considerare clima e temperatura desiderata.
Il secondo è lasciare sempre la piscina scoperta. Anche un sistema efficiente deve lavorare molto di più se il calore viene continuamente disperso per evaporazione.
Un altro errore consiste nell’acquistare un piccolo riscaldatore elettrico aspettandosi che riscaldi rapidamente decine di metri cubi. Il rapporto tra energia richiesta e potenza disponibile pone limiti fisici precisi.
Evita inoltre di far lavorare il riscaldatore con filtrazione insufficiente o filtro molto sporco.
Infine, non trascurare la potenza elettrica disponibile e le condizioni di installazione. Un apparecchio adatto termicamente potrebbe non esserlo dal punto di vista dell’impianto elettrico esistente.
Una strategia pratica per riscaldare la piscina spendendo meno
Inizia misurando il volume e stabilendo una temperatura realmente necessaria, senza impostare automaticamente valori elevati.
Installa o utilizza regolarmente una copertura quando la piscina non è occupata. Se la zona è ventosa, valuta anche una protezione adeguata dal vento.
Dimensiona il generatore in base al periodo di utilizzo. Una pompa di calore sottodimensionata può lavorare quasi continuamente senza raggiungere il risultato durante le giornate più difficili.
Programma filtrazione e riscaldamento in maniera coordinata e mantieni pulito l’impianto idraulico.
Controlla poi i risultati reali. Registra temperatura dell’acqua la sera e al mattino per alcuni giorni, con e senza copertura. Capire quanti gradi perdi durante la notte permette di individuare subito se il problema principale è produrre più calore oppure conservarlo meglio.
Conclusioni
Per riscaldare una piscina in modo efficace bisogna affrontare contemporaneamente produzione e conservazione del calore. Una pompa di calore è particolarmente adatta a mantenere la temperatura per periodi prolungati, il solare sfrutta energia gratuita quando esposizione e spazio sono favorevoli, mentre uno scambiatore può utilizzare un generatore termico già presente nell’edificio. Il riscaldatore elettrico a resistenza è compatto e semplice, ma il suo consumo cresce rapidamente all’aumentare del volume della vasca e della differenza di temperatura richiesta.
Prima di acquistare qualsiasi apparecchio calcola quindi il volume della piscina, stabilisci quanti gradi vuoi guadagnare e valuta quando intendi utilizzarla. Soprattutto, utilizza una copertura: evitare che il calore già prodotto venga perso per evaporazione può essere più efficace che aumentare semplicemente la potenza del riscaldatore. Una volta ridotte le dispersioni, sarà molto più facile dimensionare il sistema giusto e capire quanto tempo e quanta energia saranno realmente necessari per mantenere l’acqua alla temperatura desiderata.
